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ECOMUSEO-MINIERA DELLA BAGNADA

Durante la visita della miniera di talco si è accompagnati dal ritmico ticchettio dell'acqua che dilava le superfici, si scoprono le meraviglie che si celano nelle profondità della terra come in uno scrigno dove si nascondono tesori misteriosi.

 

bagnada
Il progetto di un museo nelle miniere di talco nasce dalla volontà di conservare la memoria di un importante complesso di archeologia industriale quale testimonianza di una storia sociale che ha profondamente segnato l'economia e la vita del territorio. La miniera Bagnada è l'occasione per ripercorrere le tappe salienti della storia locale e salvaguardare rilevanti informazioni di carattere storico, sociale, culturale e tecnologico che rischiavano di andare irrimidiabilmente perdute.

Lo studio, finalizzato alla realizzazione dei contenuti del museo, ha permesso di scoprire, tra antiche carte, una storia complessa che ha avuto tra i suoi protagonisti abati fiorentini, marchesi romani e società inglesi tutti dediti all'estrazione di talco e di quell'amianto filato per la prima volta dalla nobildonna chiavennasca Candida Lena Perpenti ed utilizzato su scala industriale a partire dalla seconda metà del XIX secolo.  Nelle parole di Antonio Masa, uno dei pioneri locali che in una lettera del 1878 indirizzata alla Prefettura di Sondrio sostiene che gli abitanti del paese "fanno maggiori interessi prestare l'opera sua alle cave che andare nell'arte di pentolaio girovagando il mondo, citando l'attività allora prevalente di magnan (stagnino), si intravede l'importanza delle risorse minerarie per l'economia locale".

La miniera, entrata in funzione sul finire del secondo decennio del '900 e attiva fino alla metà degli anni '80, si snoda per diversi chilometri su numerosi piani, tre dei quali sono riservati ai visitatori. L'attività di estrazione, inizialmente praticata con mezzi rudimentali, era resa ancor più difficoltosa dalle faticose operazioni di trasferimento del minerale verso i punti di stoccaggio. Il talco estratto veniva scaricato dai vari livelli della miniera fino al piano di ingresso attraverso dei camini, raccolto in tramoggie veniva poi trasferito all'esterno della miniera con l'utilizzo di vagoni.

Visitando il museo, accompagnati dal ritmico ticchettio dell'acqua che dilava le superfici, si scoprono le meraviglie che si celano nelle profondità della terra come in uno scrigno dove si nascondono tesori misteriosi. Accompagnati da guide specializzate si potrà vivere un'esperienza magica ed unica alla scoperta di quei processi che nell'arco di secoli hanno portato alla formazione delle trasparenze del quarzo, alla morbidezza del talco o rimanere abbaglaiti dai riflessi dorati della pirite. Entrati nel sottosuolo, dopo un breve sentiero sterrato, si visiterà la "riserva degli esplosivi", il "grande salone" del piano inferiore e la "vena di quarzo" del piano superiore. Tra giochi di luce ed effetti speciali si potranno apprendere gli antichi metodi di coltivazione della miniera ed assistere alla riproduzione di una "volata" ovvero l'esplosione delle mine.

 

Per maggiori informazioni:

Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco: +39 0342/451150

info@sondrioevalmalenco.it

 

IL LOGO DELL'ECOMUSEO DI LANZADA:

 

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